
Il teatro esiste da sempre ed esisterà fino a quando sarà capace di rispondere alla esigenza di autorappresentazione dell'uomo, al suo insopprimibile bisogno di comunicare e di svelare sè stesso e le sue più profonde verità.
Lo studio di inedite modalità espressive e la ricerca di nuove drammaturgie, per scambiare passioni e pensieri attraverso la parola e il gesto, veicolano un flusso continuo di idee e relazioni fra uomini e popoli.
Ma questo mondo, da cui farsi catturare per essere un po' più liberi e più felici, si è fatto via via così vasto e magmatico da intimidire tanta parte della gente, destinata a rimanere esclusa dal suo mistero e dalla sua stupefacente realtà.
Quest'anno la Stagione di Prosa si pone l'ambizioso traguardo di abbattere le diffidenze e di portare in platea anche chi non ha mai vissuto, o raramente ha vissuto, l'esperienza totalizzante e coinvolgente dell'evento teatrale. Là sul palco gli attori, i danzatori, gli affabulatori, i tecnici, i musicisti, i riflettori, le emozioni pronte a riversarsi sull'altra parte del teatro, quella confusa nella penombra, ricca di desiderio e di aspettativa, disposta a farsi toccare le corde più sensibili della sua anima.
La scelta degli spettacoli, tutti di eccellente livello e di grande diversità tipologica, offre un ventaglio espressivo che lascia ben poco spazio alla noia. E la noia, si sa, uccide il teatro.
Il Segretario di Stato per l'Istruzione e la Cultura, l'Università e gli Affari Sociali
Francesca Michelotti
Convinta
sostenitrice dell’idea di cultura come interazione
delle forme artistiche, della loro contaminazione che porta
a distinguere meglio la visione di ciascuna, credo nella
necessità di ospitare un teatro aperto, spazio privilegiato
di esperienza e di osservazione dei modi differenti di rappresentare
e riflettere sul presente, sulle relazioni che quotidianamente
viviamo. Perché il teatro ancora oggi è questo, da tempi lontani, e per questo è motivo di forte
interesse all’interno dei tanti eventi che un territorio
propone. Punto nevralgico della programmazione culturale, la Stagione teatrale si colloca quest’anno in posizione
di osservazione dei diversi modi di fare il teatro.
Nessun tentativo di circoscrivere, al contrario l’intento
di celebrare la vitalità delle molteplici visioni
che si trovano a convivere e a dar vita a forme e linguaggi:
i classici e il loro inevitabile riproporsi, gli ambiti
della ricerca e la qualità della tradizione e spettacoli
che oltrepassano la dimensione rappresentativa. Alcune proposte
risulteranno più familiari, altre rappresenteranno
novità, visioni e pungoli alla fantasia; forse, alcune
di esse creeranno inciampi. Perché il teatro è
materia viva che talora diventa incandescente, il teatro
è sogno ma prima di tutto è azione.
È l’orizzonte di un possibile che accetta di
confrontarsi con il mondo reale ed il tempo presente per
dare concretezza ai desideri. Di sicuro l’urgenza
che si avverte è quella di superare il movimento
apparente che ogni giorno ci pressa per trovare a teatro
un luogo in cui le immagini e le parole, i suoni, la musica
e la poesia evochino in noi altrettante immagini e sensazioni
e pensieri.
E riescano a commuoverci.
La Dirigente dell'Ufficio Attività Sociali e Culturali
Gemma Cavalleri
UFFICIO ATTIVITÀ SOCIALI E CULTURALI
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